Hazrat Inayat : The Mysticism of Sound pt XXIII (Italian version)

Il misticismo del suono, pt XXIII

Hazrat Inayat Khan conclude qui i suoi insegnamenti sul ritmo nel misticismo del suono.

I termini «riflessivo» e «irriflessivo» indicano uno stato ritmico o non ritmico della mente; e l’equilibrio, che è l’unica forza sostenitrice della vita, è mantenuto dal ritmo. La respirazione, che mantiene la mente e il corpo connessi e che lega la mente e l’anima, consiste nel mantenere il ritmo in ogni momento, da svegli o assopiti; l’inspirazione e l’espirazione possono essere paragonate al movimento e all’oscillazione del pendolo di un orologio. Poiché tutta la forza e l’energia sono mantenute dal respiro, e poiché il respiro è il segno della vita, e la sua natura è quella di fluire alternativamente sul lato destro e sinistro, tutto ciò dimostra che il ritmo è di fondamentale importanza nella vita.

Poiché il ritmo è innato nell’uomo e ne preserva la salute, tutte le attività della vita umana dipendono dal ritmo; il suo successo, il suo fallimento, le sue azioni giuste e quelle sbagliate, tutto si spiega in un modo o nell’altro con un cambiamento di ritmo. L’istinto di volare nell’uccello è un movimento ritmico delle ali; ed è la stessa tendenza alla contrazione ritmica che fa nuotare il pesce e strisciare il serpente.

Un’attenta osservazione rivela che l’intero universo è un unico meccanismo che opera secondo la legge del ritmo; l’alzarsi e il calare delle onde, il flusso e riflusso delle maree, le fasi crescenti e calanti della luna, l’alba e il tramonto, il mutare delle stagioni, il movimento della Terra e dei pianeti, tutto il sistema cosmico e la costituzione dell’intero universo operano secondo la legge del ritmo. I cicli del ritmo, con cicli maggiori e minori che si compenetrano, sostengono l’intera creazione nel loro oscillare. Ciò dimostra l’origine della manifestazione: che il movimento è scaturito dalla vita immobile e che ogni movimento deve necessariamente risultare in un duplice aspetto. Non appena si muove un bastone, il singolo movimento creerà due punti, uno dove inizia e l’altro dove finisce, uno forte e l’altro debole; a questi un direttore d’orchestra conterà «uno, due», «uno, due», un accento forte e un accento debole: un movimento con due effetti, ciascuno distinto e diverso dall’altro. È questo il mistero che si cela sotto il duplice aspetto di tutte le fasi e forme della vita; e la ragione, la causa e il significato di tutta la vita si trovano nel ritmo.

Esiste una concezione psicologica dei ritmi utilizzati nella poesia o nella musica che può essere spiegata così: ogni ritmo ha un certo effetto, non solo sul corpo fisico e mentale del poeta, su colui per cui la poesia è scritta, sul musicista o su colui a cui è cantata la canzone, ma anche sugli eventi della loro vita. Si crede che possa portare fortuna o sfortuna al poeta e al musicista o a chi ascolta. L’idea è che il ritmo sia nascosto alla radice di ogni attività, costruttiva o distruttiva, cosicché il destino della vicenda dipende dal ritmo di ogni attività. Espressioni usate nel linguaggio quotidiano come “era troppo tardi”, o “è stato fatto troppo presto”, o “è stato fatto in tempo”, mostrano tutte l’influenza del ritmo sulla vicenda. Eventi come il naufragio del Titanic e gli incredibili cambiamenti avvenuti durante l’ultima guerra [= la Prima Guerra Mondiale], se studiati attentamente, possono essere spiegati dal ritmo che opera sia nella sfera mentale che in quella fisica.

Fra gli indiani esiste la superstizione secondo cui, quando qualcuno sbadiglia, qualcun altro presente deve schioccare le dita o battere le mani. Il significato nascosto di questo gesto è che lo sbadiglio indica un rallentamento del ritmo e che, schioccando le dita o battendo le mani, si dovrebbe riportare il ritmo allo stato originario. Un bambino musulmano, quando legge il Corano, muove la testa avanti e indietro; secondo la credenza popolare, questo è un inchino rispettoso verso le parole sacre che sta leggendo; ma dal punto di vista psicologico lo aiuta a memorizzare il Corano regolando la circolazione e rendendo il cervello un veicolo ricettivo, come quando si riempie una bottiglia e a volte la si scuote per fare più spazio. Questo si può osservare anche quando una persona annuisce con la testa per accettare un’idea o la scuote quando non riesce a comprenderla.

Il meccanismo di ogni tipo di macchina che funziona da sola è organizzato e mantenuto in funzione dalla legge del ritmo; e questa è un’altra prova del fatto che l’intero meccanismo dell’universo si basa sulla legge del ritmo.

Continua…


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