Hazrat Inayat: Il misticismo del suono, Pt XXIX
Proseguendo nella sua esposizione sul misticismo del suono nella musica, Hazrat Inayat Khan inizia ad analizzare il ruolo degli strumenti musicali.
L’effetto prodotto dal canto dipende dall’intensità dei sentimenti del cantante. La voce di un cantante sensibile è ben diversa da quella di chi è privo di cuore. Per quanto una voce possa essere coltivata artificialmente, non potrà mai trasmettere sentimento, grazia e bellezza se non viene coltivato anche il cuore. Il canto ha una duplice fonte di interesse: la grazia della musica e la bellezza della poesia. Nella misura in cui il cantante sente le parole che canta, si produce un effetto sugli ascoltatori; il suo cuore, per così dire, accompagna la canzone.
Sebbene il suono prodotto da uno strumento non possa essere emesso dalla voce, lo strumento dipende comunque interamente dall’uomo. Ciò spiega chiaramente come l’anima si avvalga della mente e come la mente governi il corpo; eppure sembra che sia il corpo ad agire, non la mente, e che l’anima sia esclusa. Quando l’uomo ascolta il suono dello strumento e vede la mano del musicista all’opera, non vede la mente all’opera sullo sfondo, né il fenomeno dell’anima.
Ad ogni passo dall’essere interiore verso la superficie si registra un apparente miglioramento, che sembra essere più positivo; tuttavia, ogni passo verso la superficie comporta limitazione e dipendenza.
Non esiste nulla che non possa servire da mezzo per il suono, sebbene il tono si manifesti più chiaramente attraverso un corpo sonoro che attraverso uno solido, poiché il primo è aperto alle vibrazioni mentre il secondo è chiuso. Tutte le cose che emettono un suono chiaro trasmettono vita, mentre i corpi solidi, intrisi di sostanza, sembrano morti. La risonanza è la conservazione del tono; in altre parole, è il riverbero del tono che produce un’eco. Tutti gli strumenti sono realizzati secondo questo principio; la differenza sta nella qualità e nella quantità del suono, che dipendono dalla costruzione dello strumento. Gli strumenti a percussione, come la tabla o il tamburo, sono adatti alla musica pratica, mentre gli strumenti a corda, come il sitar, il violino o l’arpa, sono destinati alla musica artistica. La vina è costruita appositamente per concentrare le vibrazioni; poiché emette un suono flebile, a volte udibile solo da chi la suona, viene utilizzata nella meditazione.
L’effetto della musica strumentale dipende anche dall’evoluzione dell’uomo, che esprime con la punta delle dita sullo strumento il proprio grado di evoluzione; in altre parole, sua anima parla attraverso lo strumento. Lo stato d’animo di un uomo può essere letto dal suo tocco su qualsiasi strumento; poiché, per quanto grande un esperto possa essere, non può produrre con la sola tecnica, senza un sentimento maturo dentro di sé, la grazia e la bellezza che toccano il cuore.
Continua…
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Pir-o-Murshid Hazrat Inayat Khan schrijft in Gayan – Ragas:
“Thy music causeth my soul to dance; … my soul while dancing speaketh of its joy in song.”
In deze Call zegt hij het nog directer: de ziel spreekt door het instrument. Zelfs grote technische beheersing kan zonder een rijp innerlijk gevoel niet de gratie en schoonheid voortbrengen die het hart raken.
Mullah oefende zijn stem tot iedere noot klopte.
Hij luisterde naar de opname.
“Technisch goed,” zei hij.
Hij luisterde nog eens.
Toen legde hij zijn hand op zijn hart.
“Misschien heb ik tot nu toe alleen mijn stem geoefend.”
Onderaan las hij:
“Continua…”
Mullah glimlachte.
“Dat komt goed uit.”