Hazrat Inayat: Il misticismo del suono, pt XXVI
Hazrat Inayat Khan prosegue la sua descrizione del misticismo del suono così come viene vissuto attraverso la musica. Il post precedente è disponibile qui.
Un’antica leggenda narra che gli angeli cantarono per volere di Dio per indurre l’anima riluttante a entrare nel corpo di Adamo. L’anima, intossicata dal canto degli angeli, entrò nel corpo, che è considerato una prigione.
Tutti gli spiritualisti che hanno davvero sondato le profondità dello spiritualismo si sono resi conto che non esiste mezzo migliore della musica per attirare gli spiriti dal loro piano di libertà verso il piano esterno. Essi utilizzano diversi strumenti che attraggono determinati spiriti e intonano canti che esercitano un effetto speciale proprio su quello spirito con cui desiderano comunicare. Non esiste magia pari alla musica nel suscitare un effetto sull’anima umana.
Il gusto per la musica è innato nell’uomo e si manifesta per la prima volta nel bambino. Il bambino conosce la musica fin dalla culla, ma cresce in questo mondo di illusioni e la sua mente viene assorbita da così tanti e vari oggetti, che perde l’attitudine alla musica che la sua anima possedeva. Da adulto, l’uomo gode e apprezza la musica in accordo con il suo grado di evoluzione e con l’ambiente in cui è nato e cresciuto; l’uomo della natura selvaggia canta i suoi canti selvaggi e l’uomo di città la sua canzone popolare. Più l’uomo diventa raffinato, più raffinata è la musica di cui gode. Il carattere di ogni uomo crea una tendenza verso la musica ad esso affine; in altre parole, l’uomo allegro ama la musica leggera, mentre la persona seria preferisce quella classica; l’uomo intellettuale si diletta nella tecnica, mentre il sempliciotto si accontenta del suo tamburo.
L’arte della musica si articola in cinque aspetti distinti: popolare, che induce il corpo al movimento; tecnico, che soddisfa l’intelletto; artistico, che possiede bellezza e grazia; coinvolgente, che tocca il cuore; elevato, in cui l’anima percepisce la musica delle sfere.
L’effetto della musica non dipende solo dalla maestria, ma anche dall’evoluzione di chi la esegue. Il suo effetto sull’ascoltatore è correlato alla sua conoscenza e alla sua evoluzione; per questo motivo il valore della musica varia da un individuo all’altro. Per una persona soddisfatta di sé non c’è possibilità di progresso, perché si aggrappa contento al proprio gusto in base al proprio stato di evoluzione, rifiutandosi di avanzare di un passo oltre il proprio livello presente. Chi progredisce gradualmente lungo il sentiero della musica, alla fine raggiunge la più alta perfezione. Nessun’altra arte può ispirare e addolcire la personalità come la musica; l’amante della musica raggiunge prima o poi il campo più sublime del pensiero.
Continua…
Discover more from The Inner Call
Subscribe to get the latest posts sent to your email.
