Hazrat Inayat : The Mysticism of Sound pt XXVII (Italian version)

Hazrat Inayat: Il misticismo del suono, pt XXVII

Hazrat Inayat Khan si concentra ora sul misticismo che si manifesta nella musica indiana.

L’India ha conservato il misticismo dei toni e delle frequenze scoperto dagli antichi, e la sua stessa musica ne è la testimonianza.

La musica indiana si basa sul principio del raga, che ne evidenzia l’affinità con la natura. Ha saputo eludere i limiti della tecnica adottando un approccio puramente ispirativo.

I raga sono derivati da cinque diverse fonti: la legge matematica della varietà, l’ispirazione dei mistici, l’immaginazione dei musicisti, i canti popolari propri delle popolazioni che abitano in diverse parti del paese e l’idealizzazione dei poeti; questi elementi hanno dato vita a un mondo di raga, in cui uno è chiamato rag (il maschile), un altro ragini (la femminile), altri ancora putra (i figli) e bharja (le nuore).

Il raga è definito il tema maschile per la sua natura creativa e positiva; il ragini è definito il tema femminile per la sua qualità ricettiva e raffinata. I putra sono temi derivati dalla mescolanza di raga e ragini; in essi si può trovare una somiglianza con il raga e il ragini da cui derivano. Il bharja è il tema che risponde al putra. Esistono sei raga e trentasei ragini, sei per ogni raga; e quarantotto putra e quarantotto bharja che costituiscono questa famiglia.

Ogni raga ha una propria gestione, che comprende un capo, Mukhya, la nota fondamentale; Wadi, un re, una nota principale; Samwadi, un ministro, una nota subordinata; Anuwadi, un servitore, una nota assonante; Viwadi, un nemico, una nota dissonante. Ciò offre allo studente del raga una chiara comprensione del suo utilizzo. Ogni raga ha un’immagine distinta dagli altri. Ciò dimostra il massimo livello di immaginazione.

I poeti hanno descritto le immagini dei raga proprio come il quadro di ogni aspetto della vita è chiaro nell’immaginazione dell’intelligente. Gli antichi dei e dee erano semplicemente immagini dei diversi aspetti della vita, e per insegnare il culto dell’immanenza di Dio nella natura queste varie immagini venivano collocate nei templi, affinché Dio potesse essere venerato in ogni suo aspetto di manifestazione. La stessa idea è stata elaborata nelle immagini dei raga, che creano con delicata immaginazione il tipo, la forma, la figura, l’azione, l’espressione e l’effetto dell’idea.

Ogni ora del giorno e della notte, ogni giorno, settimana, mese e stagione esercita la propria influenza sulle condizioni fisiche e mentali dell’uomo. Allo stesso modo, ogni raga esercita un potere sull’atmosfera, così come sulla salute e sulla mente dell’uomo; lo stesso effetto che si manifesta nei diversi momenti della vita, secondo la legge cosmica. Grazie alla conoscenza sia del tempo che del raga, i saggi li hanno armonizzati tra loro.

Nella tradizione antica si trovano esempi in cui uccelli e animali venivano incantati dal flauto di Krishna, le rocce si scioglievano al canto di Orfeo; e il Dipak Raga cantato da Tansen accendeva tutte le torce, mentre lui stesso veniva bruciato dal fuoco interiore che il suo canto produceva. Ancora oggi i serpenti sono incantati dal pungi degli incantatori di serpenti in India. Tutto ciò ci mostra come gli antichi debbano essersi immersi nell’oceano più misterioso della musica.

Continua…


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