Hazrat Inayat: Il misticismo del suono, Pt XXXV
Dopo aver approfondito temi quali la vibrazione, il ritmo e la musica, Hazrat Inayat Khan inizia ora a parlare del suono astratto.
Il suono astratto è chiamato “Saut-i Sarmad” dai Sufi; tutto lo spazio ne è pervaso. Le vibrazioni di questo suono sono troppo sottili per essere udibili o visibili dalla fisicità di orecchie od occhi, poiché è persino difficile per gli occhi percepire la forma e il colore delle vibrazioni eteree sul piano esterno. Fu il Saut-i Sarmad, il suono del piano astratto, che Maometto udì nella grotta di Ghar-i Hira quando si perse nel suo ideale divino. Il Corano fa riferimento a questo suono con le parole: «Sia! E tutto divenne». Mosè udì proprio questo suono sul Monte Sinai, mentre era in comunione con Dio; e la stessa parola fu udita da Cristo quando era immerso nel suo Padre Celeste nel deserto. Shiva udì lo stesso Anahad Nada durante il suo Samadhi nella grotta dell’Himalaya.
Il flauto di Krishna è simbolico dello stesso suono. Questo suono è la fonte di ogni rivelazione per i Maestri, ai quali viene rivelato dall’interno; è per questo che essi conoscono e insegnano un’unica e stessa verità.
Il Sufi conosce il passato, il presente e il futuro, nonché tutte le cose della vita, essendo in grado di percepire la direzione del suono. Ogni aspetto dell’essere in cui il suono si manifesta ha un effetto peculiare sulla vita, poiché l’attività delle vibrazioni ha un effetto speciale in ogni direzione. Chi conosce il mistero del suono conosce il mistero dell’intero universo. Chiunque abbia seguito le sollecitazioni di questo suono ha dimenticato tutte le distinzioni e le differenze terrene e ha raggiunto quella meta di verità in cui si uniscono tutti i Beati di Dio.
Lo spazio è sia all’interno del corpo che attorno ad esso; in altre parole, il corpo è nello spazio e lo spazio è nel corpo. Stando così le cose, il suono dell’astratto risuona continuamente all’interno, attorno e in ogni ambito dell’uomo. L’ uomo non lo sente come un precetto, poiché la sua coscienza è interamente concentrata sulla sua esistenza materiale. L’uomo è talmente assorbito dalle sue esperienze nel mondo esterno, attraverso la mediazione del corpo fisico, che lo spazio, con tutte le sue meraviglie di luce e suono, gli appare vuoto.
Ciò si comprende facilmente studiando la natura del colore. Esistono molti colori che di per sé sono ben distinti, eppure, quando sono mescolati con altri di tonalità più vivaci, vengono tutti insieme eclissati; persino i colori vivaci impreziositi da oro, argento, diamanti o perle fungono semplicemente da sfondo al ricamo abbagliante. Così è per il suono astratto se paragonato ai suoni del mondo esterno. Il volume limitato dei suoni terreni è talmente concreto che attenua l’effetto del suono astratto sull’udito, sebbene, in confronto ad esso, i suoni della terra siano come il fischio rispetto al rullo di un tamburo. Quando il suono astratto è udibile, tutti gli altri suoni diventano indistinti per il mistico.
Continua…
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Mullah zocht even.
“XXXIV? XXXV?”
Hij bladerde terug.
Ondertussen klonk Saut-i Sarmad gewoon door.
Mullah glimlachte.
“Vreemd. Ik zocht het nummer — en vergat te luisteren.” 🌹