Hazrat Inayat : The Mysticism of Sound pt XXXVI (Italian version)

Hazrat Inayat: Il misticismo del suono, Pt XXXVI

Hazrat Inayat Khan prosegue il suo insegnamento sul suono liberato o astratto.

Nei Veda il suono dell’astratto è chiamato Anahad, che significa “suono illimitato”. I Sufi lo chiamano Sarmad, termine che evoca l’idea di estasi. Il termine “estasi” è qui usato per indicare elevazione, la liberazione dell’anima dai suoi legami terreni. Coloro che sono in grado di udire il Saut-i Sarmad e di meditare su di esso vengono sollevati da ogni preoccupazione, ansia, dolore, paura e malattie; e l’anima viene liberata dalla prigionia dei sensi e del corpo fisico. L’anima di chi ascolta diventa la coscienza onnipervadente e il suo spirito diventa la batteria che mantiene in moto l’intero universo.

Alcuni si esercitano ad ascoltare il Saut-i Sarmad nella solitudine in riva al mare, sulle sponde dei fiumi, tra le colline e nelle valli; altri lo raggiungono seduti nelle grotte delle montagne, o vagando incessantemente per foreste e deserti, mantenendosi nella natura selvaggia, lontani dai ripari frequentati dagli uomini. Gli yogi e gli asceti suonano il sing (un corno) o lo shankha (una conchiglia), che risveglia in loro questo tono interiore. I dervisci suonano il ney o l’algosa (un doppio flauto) allo stesso scopo. Le campane e i gong nelle chiese e nei templi hanno lo scopo di suggerire al pensatore lo stesso suono sacro, guidandolo così verso la vita interiore.

Questo suono si sviluppa attraverso dieci aspetti diversi, poiché si manifesta attraverso dieci diversi canali del corpo; risuona come un tuono, il fragore del mare, il tintinnio delle campane, lo scorrere dell’acqua, il ronzio delle api, il cinguettio dei passeri, il suono delle vina, il fischio o il suono della shankha, fino a diventare infine Hu, il più sacro di tutti i suoni.

Questo suono “Hu” è l’inizio e la fine di tutti i suoni, siano essi emessi dall’uomo, dagli uccelli, dagli animali o dagli oggetti. Uno studio attento dimostrerà questo fatto, che può essere compreso ascoltando il rumore di una macchina a vapore o di un mulino, mentre l’eco delle campane o dei gong ne offre un tipico esempio.

L’Essere Supremo è stato chiamato con vari nomi in diverse lingue, ma i mistici lo conoscono come Hu, il nome naturale, non creato dall’uomo, l’unico nome dell’Innominabile, che tutta la natura proclama costantemente. Il suono Hu è il più sacro; i mistici lo chiamano Ism-i Azam, il nome dell’Altissimo, poiché è origine e fine di ogni suono, nonché lo sfondo di ogni parola. La parola Hu è lo spirito di tutti i suoni e di tutte le parole, ed è nascosta in tutti loro, come lo spirito nel corpo. Non appartiene a nessuna lingua, ma nessuna lingua può aiutare appartendole. Questo è l’unico vero nome di Dio, un nome che nessun popolo e nessuna religione può rivendicare come proprio. Questa parola non è solo pronunciata dagli esseri umani, ma è ripetuta anche dagli animali e dagli uccelli. Tutte le cose e tutti gli esseri proclamano questo nome del Signore, poiché ogni attività della vita esprime, in modo distinto o indistinto, proprio questo suono. Questa è la parola menzionata nella Bibbia come esistente prima che la luce venisse all’esistenza: «In principio era il Verbo, e il Verbo era presso Dio, e il Verbo era Dio».

Continua…


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One Reply to “Hazrat Inayat : The Mysticism of Sound pt XXXVI (Italian version)”

  1. Murad

    Vorige keer zocht Mullah het nummer en vergat te luisteren.
    Nu las hij XXXVI.
    Hu, verborgen in alle klanken.
    15 september — Bowl of Saki:
    “…in de wereld leven en toch er bovenuit te blijven, is als lopen op het water.”
    Mullah luisterde opnieuw.
    “Niet minder geluid,” zei hij.
    “Maar anders horen.” 🌹

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